A Milano è scontro tra Sala e i sindacati Carabinieri. “Costretti a pagare per lavorare”

Le sigle sindacali dell’Arma dei Carabinieri, unite, a Milano fanno muro contro le decisioni del sindaco Beppe Sala dopo che, con una delibera, ha costretto i Carabinieri operanti nelle aree ZTL a non accedere con la propria vettura. “Un provvedimento che non tiene conto dei sacrifici delle forze dell’ordine e non solo. Dopo la pandemia, l’inflazione e il caro energetico dovuto alla crisi Ucraina, si aggiungono anche le politiche di Beppe Sala. Costui non capisce che i Carabinieri sono soggetti alla crisi economica in corso e lo stipendio serve a pagare le bollette e non possiamo permetterci l’acquisto di una vettura green per andare a lavoro” – Così Antonio Serpi, Segretario generale SIM, la più grande sigla sindacale dei Carabinieri che, sempre nei giorni scorsi, ha rilasciato una dichiarazione al quotidiano la Verità – “Ha dell’incredibile il provvedimento del Sindaco di Milano che non tiene conto del periodo storico che vivono tutti i cittadini italiani, mentre le aziende chiudono e l’economia va a rotoli, Milano attua divieti che toccano le tasche dei cittadini, con il paradosso che le forze dell’ordine devono pagare per dare sicurezza. Forse Sala pensa che il carabiniere o il poliziotto abbia lo stipendio paritetico al Sindaco di Milano?” – Continua Serpi che, già nelle prossime ore, scriverà al Comandante generale per chiedere il riconoscimento di zone disagiate nelle aree in cui i Carabinieri sono costretti a pagare per lavorare. Sala per il momento, salvo una proroga per l’area B, non ha rilasciato alcuna dichiarazione e, soprattutto, non ha elaborato alcuna soluzione.

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