La Svizzera per alcuni versi non è molto dissimile dal bel paese, almeno per quanto riguarda la riforma della polizia, con un ottica integrata tra federale e locale, dopo mesi di attesa, nulla.
No alla “Polizia Ticinese”, riforma freezzata
Il “problema” della Svizzera era affrontare la prossimità dei servizi di sicurezza, alla fine tutto si è fermato: troppe erano le animale (politiche e tecniche) che hanno sollevato questioni proprio sull’associazione di prossimità all’utenza.
Il Governo ha deciso di mettere in pausa la riforma che mirava a creare un corpo di polizia unico, o quantomeno più integrato, nel Cantone Ticino.
La scelta è dovuta principalmente alla forte opposizione incontrata da parte di molti comuni (che temevano di perdere autonomia e controllo sulle polizie comunali) e alle difficoltà nel trovare un accordo politico e logistico soddisfacente per tutte le parti coinvolte.
Il freezzare la progettualità serve proprio a questo, preservare l’idea di fondo ma senza esasperare gli animi, raccogliendo le idee per poterle riproporre un domani con chiave migliorativa. Infatti, la Politica cantonale deve incassare un duro stop, mentre quella dei Comuni (che temevano i costi della riforma e una mancanza di indipendenza) plaudono al realismo politico conseguente.
