
Medio Oriente: la tregua che non ferma la guerra e apre nuovi fronti
Una guerra che devasta Libano e Gaza, scuote i mercati finanziari, frattura la comunità internazionale e alimenta proteste anche dentro Israele e negli Stati Uniti.

Una guerra che devasta Libano e Gaza, scuote i mercati finanziari, frattura la comunità internazionale e alimenta proteste anche dentro Israele e negli Stati Uniti.

Hormuz resta il centro nevralgico di un sistema globale vulnerabile, e la tregua di quattordici giorni mette a nudo il fragile equilibrio che tiene insieme interessi regionali, alleanze globali e sicurezza energetica planetaria.

Al 5 aprile 2026 lo Stretto di Hormuz non è più soltanto un corridoio marittimo, ma una autentica leva di potere strategico, geopolitico ed economico. In un contesto segnato da guerra, interdizioni e tattiche di pressione, il passaggio di navi è diventato un processo condizionato da permessi, pedaggi variabili e modi di pagamento che includono yuan cinesi e criptovalute stabili, con impatti concreti su mercati energetici, diritto marittimo internazionale e relazioni diplomatiche mondiali.

Continuando a seguire il conflitto con un incrocio tra dati OSINT e dichiarazioni del mondo politico sulla realtà mediorientale.

Disponibile on line e a breve la presentazione, di questo libro, a Civita Castellana, Il Grido del Berretto è scritto da Letizia Chilelli.

Il Medio Oriente è entrato nella terza settimana di una guerra che ha già superato la dimensione della crisi regionale per assumere la forma di un conflitto sistemico. Lo Stretto di Hormuz, la più importante strozzatura energetica del pianeta, è paralizzato mentre attacchi missilistici, droni e operazioni navali hanno trasformato il Golfo Persico, il Levante e il Mediterraneo orientale in un unico spazio strategico. Il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran non riguarda soltanto il controllo militare del territorio ma la sicurezza delle rotte energetiche, l’equilibrio tra potenze e la dimensione simbolica di una regione che da millenni è il cuore religioso e geopolitico del mondo.