La maggioranza si ricompatta intorno a un fatto di cronaca che lascia tutti senza parole. Se l’Arma continua ad essere l’istituzione di polizia più amata dagli italiani è perché la dedizione verso la popolazione è quotidiana, costante e con la sola forza delle parole e dell’intelligenza.
Poi, a volte, accade per ragioni statistiche, che un militare possa usare l’arma in dotazione per salvare un cittadino, in questo caso un collega, ed è ecco che cade il mondo su quel povero cristo che solo qualche minuto prima provava a vivere una vita serena e che ad un tratto si ritrova catapultato nel vuoto.
I fatti
Condannato a 3 anni il carabiniere che nel settembre del 2020 sparò un siriano di 56 anni nel quartiere Eur a Roma nel corso di un intervento per sventare un furto. Il militare era accusato di eccesso colposo nell’uso legittimo di armi.
I pm di piazzale Clodio, nei giorni scorsi, hanno chiesto una condanna a 2 anni e mezzo. Il militare all’epoca dei fatti era in servizio al nucleo radiomobile della Capitale ed era intervenuto presso la sede di una società dove era stata segnalata un’effrazione.
Secondo l’accusa i carabinieri avrebbero intimato al ladro di fermarsi eseguendo tutte le procedure previste, ma quest’ultimo avrebbe reagito colpendo il collega dell’imputato con un cacciavite per poi tentare la fuga. Il carabiniere ha esploso allora due colpi di pistola, uno dei quali fatale.
La gara di solidarietà e la raccolta fondi
Il quotidiano La Verità sta facendo una colletta per aiutare il carabiniere che è stato ingiustamente accusato di eccesso di legittima difesa.
C/c intestato a Sei Spa
Iban: IT60R0200801628000107393460
Causale: aiutiamo il carabiniere.

Serve una risposta politica concreta, subito!
Alcune zone sono più pericolose di altre, in altre ci sono vere e proprie organizzazioni criminali, soprattutto, estere, che non esitano a usare armi e tecniche paramilitari per difendere fortini conquistati in anni di attenzione politica.
Ci sono quartieri dove i cittadini vivono barricati in casa, con le inferriate anti taglio e si trovano costretti a uscire solo per le esigenze ordinarie come far la spesa o una visita medica. Quartieri completamente controllati da bande che gestiscono piazze di spaccio o affari illeciti.
Ora è il momento di intervenire, è il momento di liberare queste zone e dotare di strumenti legislativi flessibili gli agenti.
Subito un decreto legge per aumentare il potere di azione degli agenti e offrire loro maggiori tutele in caso di ingaggio. In secondo luogo si dovranno assolutamente rivedere gli articoli che interessano i corpi militari che operano nel contesto ordinario ma che, per ragioni ancestrali, sono sottoposti a misure che rientrano in un contesto di guerra.
