Trump attacca il Venezuela, prima inasprire embargo, poi cinge d’assedio quel paese, dispiegando una buona quota parte della Marina USA, poi bombarda e ora esfiltra Maduro?
Trump cattura Maduro? Notizie frammentate


Escalation di livello nella contesa tra Venezuela e USA, il primo è riconosciuto a livello internazionale come un paese povero, ma dalle invidiabili risorse naturali, specie al largo delle sue coste, unico neo, almeno per la comunità internazionale e per gli USA in particolare, il suo legame stretto con Russia, Iran e Cina.
Gli USA, non già sui dubbiosi esiti elettorali di Caracas, dove il premio Nobel Machado è risultata sconfitta, dopo aver rischiato arresto, come già accaduto al precedente candidato (foto), intervengono, oggi, per rompere quell’alleanza anomala, da novella spina nel fianco (mood Cuba anni ’50 del secolo scorso) e cominciano a cingere d’assedio il Venezuela, dell’oceano.

L’assedio viene giustificato dalle informazioni d’intelligence che vogliono il Venezuela come il principale produttore di stupefacente importato, ne consegue una sorte di “via libera” alla CIA per rintuzzare il problema, ed ecco schierata, a supporto di Langley, una notevole flotta militare al largo del paese latinoamericano.
Nei giorni scorsi erano già frequenti i bombardamenti, tramite droni, di piccoli navigli, rei – a detta di Trump – di portare in stiva droga, a seguire si è avuto un primo attacco sul suolo Venezuelano, asseritamente sede di stoccaggio del materiale d’interesse per l’intelligence, questa notte, verso le 2.00 (ora locale, le 7 in Italia), la situazione, già tesa, è peggiorata al punto da aver udito più esplosioni nella capitale Venezuelana, bombardato anche il Parlamento.
Trump, attraverso i suoi social, rilascia una dichiarazione agghiacciante, almeno agli occhi del Diritto Internazionale: Maduro e la moglie sono stati trasferiti fuori dal Venezuela.
Sui social la notizia di questo attacco lo da il Presidente Colombiano, Gustavo Petro.
Nessun commento dalle cancellerie europee.
Prescindendo dall’evoluzione dei fatti di Caracas, si guardi con occhio differente anche il proseguo degli accordi di pace tra Russia e Ucraina.
Come può oggi Trump essere garante del Diritto Internazionale se poi (anche avallato da esiti elettorali pro-Machado) sostituisce Maduro con la forza, senza neanche aspettare una sollevazione popolare?
In sostanza Trump è riuscito dove Putin, nel sostituire Il leader ucraino con uno filo russo, ha fallito.
È ufficiale il ritorno a una forma di diplomazia affine alla guerra fredda, il diritto ha compiuto, oggi, un balzo indietro di almeno 80 anni.