È lui il re delle celebrità. 35€ per andare a cena e conoscerlo

A cena con Vannacci. A Torino 35 euro per andare a cena con il generale Roberto Vannacci al Cral dei dipendenti comunali: «Tanti mi dicono di non mollare». Scopo dell’iniziativa: beneficenza

Estratto dall’articolo di di Paolo Coccorese

È l’offerta minima per partecipare all’incontro, «incasso in beneficenza». Del suo «Il mondo al contrario» sono state vendute 230mila copie. Nel libro un passaggio sulle «disgustose» lotte dei No Tav e la «periferia cementificata» di Torino.

Nelle quattrocento pagine auto-pubblicate su Amazon […] Roberto Vannacci cita en passant anche la nostra città, dove è stato invitato dal Lions Club Torino Taurasia.

«L’ennesima conferma della nauseabonda e disgustosa logica del “Mondo al Contrario”», scrive il generale nel suo libro, si trova nelle azioni di protesta dei militanti Notav, ma anche nelle (testuali) «periferie cementificate di Torino, dove ti sveni per mantenere la casa».

Tesi che presenterà giovedì in una serata organizzata al circolo ricreativo dei dipendenti del Comune, in corso Sicilia a Torino.

e lui il re delle celebrita 35e per andare a cena e conoscerlo Difesa Magazine
A cena con Vannacci

Per partecipare alla conferenza, con firma copie e cena piemontese, bisogna sborsare un’offerta «minima» di 35 euro. «Il ricavato sarà devoluto a favore del reparto di cardiochirurgia pediatrica», assicurano gli ideatori della presentazione de Il Mondo al contrario.

«Il libro che è diventato il caso mediatico nazionale dell’anno», spiegano sulla locandina dell’evento che negli ultimi giorni sta girando tra i signori e le signore appartenenti a una Torino bene […].

Anche perché l’uomo delle forze armate, in pole position per candidarsi con la Lega all’Europee, ha una parola severa per tutto, ma non per la ricchezza: «A contribuire a capovolgere la realtà vi è anche l’assurda persuasione che tassare le grandi fortune e i beni di lusso, oltre che essere giusto, porti a maggiori entrate fiscali.

Il gettito generato dalla tassa sul lusso, infatti, è stato impercettibile se non nullo».

Questa è solo una delle (discutibili) prese di posizione contenute in un libro entrato — a suo modo — nella storia. In primis, per il dato delle vendite: «Circa 230mila in formato cartaceo.

Si stima che circa 800mila copie girino col Pdf crackato», ha dichiarato Vannacci arrivando così a una conclusione tutta da vedere: «Credo che una buona fetta della società si ritrovi in quello che esprimo. Molte persone mi dicono di andare avanti, di non mollare […]

Persone di tutti i tipi: umili, benestanti, ex militari, operai». Il generale non cita gli impiegati del Comune. Cioè i padroni di casa del circolo […]

Nello statuto, il Cral dei dipendenti di Palazzo Civico promette di impegnarsi nell’organizzare iniziative volte «a coinvolgere il più alto numero di persone, per l’affermazione della solidarietà, della giustizia sociale, per la tutela e salvaguardia della salute, della natura, dell’ambiente, per una più elevata qualità della vita». Quanto scritto nell’articolo 1 rischia di entrare in conflitto con più di una posizione di Vannacci.

Di sicuro, con i principi della Circoscrizione 8 che, per voce del suo presidente Massimiliano Miano ammette: «Se avessero chiesto di organizzare l’evento in un nostro centro d’incontro, non avrei concesso il patrocinio e tanto meno l’avrei ospitato».

IL MONDO AL CONTRARIO DI ROBERTO VANNACCI

Il titolo la dice lunga sul tenore e sui contenuti di questo libro. “Il Mondo al contrario” vuole infatti provocatoriamente rappresentare lo stato d’animo di tutti quelli che, come me, percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quello che percepiamo come sentire comune, come logica e razionalità. “Cosa c’è di strano? Capita a tutti, e spesso” – direte voi.

Ma la circostanza anomala è rappresentata dal fatto che questo sgradevole sentimento di inadeguatezza non si limita al verificarsi di eventi specifici e circoscritti della nostra vita, a fatti risonanti per quanto limitati, ma pervade la nostra esistenza sino a farci sentire fuori posto, fuori luogo ed anche fuori tempo. Alieni che vagheggiano nel presente avendo l’impressione di non poterne modificare la quotidianità e che vivono in un ambiente governato da abitudini, leggi e principi ben diversi da quelli a cui eravamo abituati.

Basta aprire quella serratura di sicurezza a cinque mandate che una minoranza di delinquenti ci ha imposto di montare sul nostro portone di casa per inoltrarci in una città in cui un’altra minoranza di maleducati graffitari imbratta muri e monumenti, sperando poi di non incappare in una manifestazione di un’ulteriore minoranza che, per lottare contro una vaticinata apocalisse climatica e contro i provvedimenti già presi e stabiliti dalla maggioranza, blocca il traffico e crea disagio all’intera collettività.

I dibattiti non parlano che di diritti, soprattutto delle minoranze: di chi asserisce di non trovare lavoro, e deve essere mantenuto dalla moltitudine che il lavoro si è data da fare per trovarlo; di chi non può biologicamente avere figli, ma li pretende; di chi non ha una casa, e allora la occupa abusivamente; di chi ruba nella metropolitana, ma rivendica il diritto alla privacy.