Un Tuscania è per sempre

Estratto da www.corriere.it

La futura sposa Luisa Corna rilascia un’intervista al Corriere della Sera e racconta i sogni di una donna affascinata dalla divisa… e che divisa

Emozionata?

«Ma no, sono tranquilla. Abbiamo organizzato tutto all’ultimo, ma l’avevamo pianificato già per il 26 giugno del 2020 in Franciacorta».

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Luisa Corna sorride, ma centellina le parole mentre parla in videochiamata dell’imminente matrimonio con Stefano Giovino, tenente colonnello alla guida del reparto Supporti del Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania di Livorno. Quindici anni di differenza, lei 57 lui 42, stanno insieme da nove. Se non è stato colpo di fulmine, poco ci è mancato: si sono conosciuti a un evento per i 100 anni della Croce Rossa a Palazzolo sull’Oglio, la cittadina della cantante dove si sposeranno, nel Santuario della Madonna di Lourdes;

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La differenza di età l’ha mai preoccupata?

«Quando l’ho conosciuto ci ho riflettuto: quindici anni non sono pochi. Ma è stato solo un pensiero. L’esperienza mi ha fatto capire che nella vita non c’è certezza e lui invece è diventato la mia. La sua presenza è stata talmente coinvolgente e quotidiana che l’età è passata in secondo piano».

 

Lui aveva già due figli: oggi sono due adolescenti di 13 e 15 anni. È stato difficile inserirsi?

«Stefano è diventato da subito la mia famiglia e la presenza di questi due bambini che ho avuto il piacere di vedere crescere ha aiutato a cementare la relazione. Hanno la loro mamma, s’intende, ma è stato bello per me poter diventare una figura di riferimento».

Le è dispiaciuto non averne di «vostri»?

«Ci abbiamo pensato, ma quel pensiero non si è mai trasformato in desiderio. E comunque l’arrivo di questi ragazzi ha riempito la mia vita, hanno fatto sì che non sentissi il vuoto di una maternità».

 

Chi è più geloso tra lei e Stefano?

«Lui non lo è per niente, quindi forse lo sono un pochino di più io. Anche se non me ne dà mai motivo».

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I suoi genitori che lavoro facevano?

«Lavoravano entrambi nell’azienda di mio padre, che si occupava di cavi e corde per l’edilizia. A lui è dispiaciuto non poter lasciare l’attività a me o a mia sorella, pure lei cantante: sarà la mia testimone di nozze. È mancato ormai da tanti anni, si chiamava Giacomo Giuseppe Corna. Il mio dispiacere è che non abbia potuto conoscere Stefano».

 

Chi l’accompagnerà all’altare?

«Mia madre, Pierina. E sarò in abito bianco. Tradizionale».

 

Quanti sono gli invitati?

«Non tantissimi, eravamo talmente in ritardo! Meno di cento».

 

E al ricevimento chi canterà?

«Sarà una bella jam session. Di sicuro io canterò un brano che ho scritto, Angolo di cielo, che è un po’ una lettera a cuore aperto dedicata a mio padre e a Stefano. Per il resto, ognuno improvviserà».