Nei giorni scorsi si era dato risalto alla malamovida a Livorno e al disprezzo palesato rispetto a una giovane carabiniere, oggi è USIC a intervenire, sempre a Livorno, dove un controllo routinario è degenerato in aggressione.
Arresto a Livorno, plauso di USIC e richiamo al legislatore
USIC – Toscana desidera esprimere ai militari intervenuti a Livorno in via Buontalenti la sera del 29 novembre, il più sentito plauso per la professionalità e la determinazione dimostrate.

“Secondo quanto riportato, l’episodio di un controllo di routine degenerato in aggressione, con un militare che sarebbe stato colpito da un pugno, è stato gestito con la fermezza e la competenza che ci si attende dall’Arma. L’arresto del soggetto per resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale è la prova che, nonostante le crescenti difficoltà, gli operatori di Polizia onorano ogni giorno il proprio impegno.”
“A tutti i colleghi che operano sul territorio toscano, ribadisco la totale solidarietà di USIC per la violenza subita, che non è mai solo fisica, ma lede l’onore e la funzione di chi rappresenta lo Stato.”
“Purtroppo, l’episodio di Livorno si inserisce in un quadro di preoccupante e costante escalation di violenza rivolta contro le Forze dell’Ordine. Questa inaccettabile tendenza esige una risposta non solo operativa, ma soprattutto legislativa.”
“Non possiamo più tollerare un sistema che rischia di normalizzare l’aggressione contro la divisa. È necessario che la legge sia chiara, ferma e, soprattutto, garantisca la certezza della pena per chi attenta all’incolumità fisica dei Carabinieri e degli Agenti.”
“In questa direzione, anche la recente giurisprudenza della Corte Costituzionale, sebbene in merito ai meccanismi di deflazione processuale come la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ha avuto il merito di ricordare la competenza esclusiva del Legislatore nel definire l’assetto sanzionatorio e la gravità dei reati.”
“Questo richiamo non è un pretesto, ma una responsabilità. È in mano al Parlamento la possibilità di intervenire con urgenza per ripristinare pienamente l’effetto deterrente della pena, assicurando che la violenza contro chi indossa la divisa non sia mai considerata un fatto di lieve entità.”
Il comunicato si conclude con l’impegno della sigla sindacale nel continuere “a vigilare e a sollecitare per questa indispensabile tutela giuridica, perché la sicurezza di chi garantisce l’ordine è presupposto fondamentale per la sicurezza di tutta la cittadinanza”.

