Spara tu per primo, ti prego, sii cortese…🎶

…che se inizio io devo pagare tutte le spese… il ritornello di una canzone che gira oggi sui social e che descrive la pura realtà, prescindendo da decreti o pacchetti sicurezza in questa Italia “strana” dove tutto va al contrario (e Vannacci non c’entra).

Tutto al contrario? Si, assolutamente, dei tafferugli di Torino con protagonisti i terroristi di Askatasuna, a breve non se ne parlerà più, eppure quello di ieri è un incidente sul lavoro, un importante incidente.

Infatti quando un poliziotto, un carabiniere, un uomo dello Stato che indossa una qualsiasi uniforme, viene colpito, ferito, vilipendio, non fa notizia, dalla prima pagina – spesso – scivola in quarta pagina, ma perché? Beh, ha fatto il proprio lavoro.

Essì, in effetti anche stamattina Alessandro, il poliziotto colpito a più riprese a Torino, ha dichiarato, durante l’incontro con la Premier, Meloni: “ho fatto il mio dovere“, ed è assolutamente vero, realmente VERO.

Menti semplici (e ce ne sono eh…uh…se ci sono) possono tranquillamente pensare che quei 1400 euro sono uno stipendio più che dignitoso per farsi prendere a schiaffi, senza abbozzare reazioni, d’altronde può essere un incidente sul lavoro il suo eventuale ferimento, tanto le eventuali misure correttive, fino a ora adottate, non hanno mai sortito particolari effetti sui c.d. “manifestanti”.

E gli esempi possono essere tanti, disseminati nel tempo e trasversali al comparto sicurezza:

le immagini di ieri, per esempio, vedono, appunto, Alessandro, agente di polizia che non oppone resistenza, cerca di divincolarsi, non spara, per esempio, vuole allontanarsi, cerca di ripararsi, non provoca, insomma, anzi.

Non spara

Ma negli anni scorsi, cambiando anche contesto, e tornando nella Capitale d’Italia, le cose non sono mica state differenti.

Qui era un militare della Guardia di Finanza che viene vinto dalla presenza di più facinorosi, e in attesa del supporto dei commilitoni, che stanno sopraggiungendo, il graduato impugna la sua pistola d’ordinanza, ma non per sparare, ma perché aveva paura di perderla, aveva paura che gli venisse sottratta, insomma.

spara tu per primo ti prego sii cortese 1 Difesa Magazine

E, sempre a Roma, fu anche un carabiniere a essere realmente sorpreso dalla presenza di un gruppo di tifosi alterati (in questo caso non vi era una manifestazione in essere) mentre si muoveva da una postazione di vigilanza a un’altra, nel centro di Roma. Qui il militare impugna la pistola e indietreggia, l’arma fungeva da deterrente, con scarso esito, i facinorosi avrebbero scagliato addosso al carabiniere due bidoni dell’immondizia.

spara tu per primo ti prego sii cortese 2 Difesa Magazine

Questa è la piazza che affrontano le Forze dell’ordine, nel timore di un nuova Piazza Alimonda, eppure lo scontro non lo cercano polizia, carabinieri, finanza, ma la politica mica lo ha compreso questo, la piazza deve essere gestita e non aizzata.