Attrito totale: il mondo nella nuova guerra silenziosa

Riarmo globale, deterrenza industriale e crisi delle istituzioni civili: la resilienza diventa il nuovo, vero, campo dove combattere una guerra.

di Cristina Di Silvio

…verso una nuova guerra globale?

Ci sono momenti in cui i sistemi smettono di spiegarsi e iniziano semplicemente a muoversi.

Jean-Paul Sartre parlava di pensieri che si sfilacciano; oggi lo stesso accade all’ordine internazionale. Sotto il rumore politico e mediatico, il mondo è entrato in una fase di attrito permanente.

La guerra non è dichiarata, ma preparata. La deterrenza non è più solo minaccia, ma capacità di resistere nel tempo.

I numeri raccontano una trasformazione strutturale. La spesa militare globale ha superato i 2.200 miliardi di dollari annui, con una crescita concentrata soprattutto in Europa e nell’Asia-Pacifico. Non si tratta di una corsa simbolica agli armamenti, ma di un ritorno alla logica industriale della guerra: munizioni, difesa aerea, capacità produttiva, resilienza logistica.

La lezione è chiara: nei conflitti tra pari non vince chi colpisce per primo, ma chi regge più a lungo. L’attrito non riguarda solo il dominio militare. È sistemico. In Europa orientale la guerra ha mostrato quanto rapidamente il consumo possa superare la produzione.

In Medio Oriente l’escalation è modulare, distribuita, calibrata per restare sotto la soglia della guerra totale. Nell’Indo-Pacifico la deterrenza si misura sempre più in cantieri navali, filiere tecnologiche, controllo dello spazio e dei semiconduttori. Sono teatri diversi, ma rispondono alla stessa logica: prepararsi a uno stress prolungato. Anche le istituzioni civili entrano in questa dinamica.

Negli Stati Uniti, la pressione crescente su studi legali e professionisti che operano in ambiti sensibili è un segnale di stress istituzionale che non può essere ignorato. Difendere la sicurezza nazionale, oggi, significa anche garantire la tenuta dello Stato di diritto. Senza resilienza democratica, la resilienza militare diventa fragile. Terra, mare, aria, spazio e cyberspazio non sono più domini separati. Lo stesso vale per sicurezza, politica ed economia. I tempi decisionali si comprimono, i sistemi reagiscono più velocemente delle strutture chiamate a governarli. In questo scenario, la resilienza diventa la vera funzione strategica primaria.

La guerra non è tornata all’improvviso. È il sistema internazionale che ha smesso di concedersi pause. E oggi l’attrito è la sua condizione normale.

Guerra alternativa

english version


Total Friction: the world enters a new silent war

by Cristina Di Silvio

Global rearmament, industrial deterrence and institutional stress: resilience becomes the real battlefield.

…a new total war?

There are moments when systems stop explaining themselves and simply begin to move.

Jean-Paul Sartre wrote about thoughts unraveling; the same is now happening to the international order. Beneath political and media noise, the world has entered a phase of permanent friction.

War is not declared, but prepared. Deterrence is no longer just a threat, but the ability to endure. The numbers reflect a structural shift. Global military spending has exceeded 2.2 trillion dollars per year, with growth concentrated in Europe and the Asia-Pacific. This is not symbolic rearmament, but a return to the industrial logic of war: ammunition, air defense, production capacity, logistics. In peer conflict, victory depends less on speed and more on endurance. Friction is systemic.

In Eastern Europe, war has shown how consumption can rapidly outpace production.

In the Middle East, escalation is modular and calibrated. In the Indo-Pacific, deterrence is measured in shipyards, technology supply chains and space capabilities. Different theaters, same logic: prepare for prolonged stress. Civil institutions are part of this equation. Growing pressure on legal professionals in the United States signals institutional strain that directly affects national resilience.

Military strength without democratic resilience is inherently unstable. Land, sea, air, space and cyberspace now overlap, as do security, politics and economics. Decision cycles compress.

Systems react faster than governance structures can absorb. In this environment, resilience becomes the primary strategic function.

War did not suddenly return. Continuous friction has become the system’s normal state.