Marroncella, carabiniere, continua a incarnare i valori istituzionali e a credere nella giustizia, proprio lui, che evidentemente ne è rimasto vittima, nella sua lettera esprime parole di fiducia nell’operazione della Magistratura e ringrazia il Ministro Crosetto.
Lettera carica di significato di un carabiniere condannato, parola al sindacato
USMIA, e il suo Presidente, Caforio, nel riportare sui social la lettera del Carabiniere Emanuele Marroncella, che, è giusto ricordarlo, è stato condannato a tre anni per aver sparato, uccidendolo, a un uomo che, nel contempo, stava aggredendo un commilitone, tutto questo durante l’espletamento del servizio istituzionale, ricordano che la vicenda del collega è un richiamo umano e istituzionale all’assunzione di una responsabilità collettiva verso chi serve lo Stato e difende il prossimo.
Caforio dice, in effetti, che il dovere non può, non deve, diventare solitudine, perché solo chi ha affrontato determinati accadimenti può sinceramente rendersi conto di cosa significhi assumere determinate decisioni, in frazioni di secondi, che possono avere, anche, pesanti ripercussioni a tutti i livelli, fino alla tutela della vita altrui.
USMIA ricorda, quindi, che tutto ruota attorno al bilanciamento tra dignità ed equilibrio tra dovere e tutela di chi sceglie di stare dalla parte della sicurezza e della legalità.
La lettera…
Emanuele, il Carabiniere Marroncella, nel suo scritto si apre ad ampio respiro, toccando più argomenti.
Esprime gratitudine per il sostegno ricevuto dopo la condanna, mantenendo fiducia nella giustizia, altresi si dice disorientato (come facimente comprensibile) e ringrazia i colleghi e i cittadini che hanno oreso parte a una raccolta fondi per supportarlo nelle spese legali. I ringraziamenti continuano abbracciando catena di comando e, addirittura, il Ministro Crosetto, che si era premurato di contattarlo telefonicamente per esprimeegli la vicinanza della famiglia della Difesa.

