
Il Grido del Berretto
Disponibile on line e a breve la presentazione, di questo libro, a Civita Castellana, Il Grido del Berretto è scritto da Letizia Chilelli.

Disponibile on line e a breve la presentazione, di questo libro, a Civita Castellana, Il Grido del Berretto è scritto da Letizia Chilelli.

Vittoria di diritto e quindi di principio, per il SIM Carabinieri e per un loro associato, la laurea può essere riscattata.

Il Medio Oriente è entrato nella terza settimana di una guerra che ha già superato la dimensione della crisi regionale per assumere la forma di un conflitto sistemico. Lo Stretto di Hormuz, la più importante strozzatura energetica del pianeta, è paralizzato mentre attacchi missilistici, droni e operazioni navali hanno trasformato il Golfo Persico, il Levante e il Mediterraneo orientale in un unico spazio strategico. Il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran non riguarda soltanto il controllo militare del territorio ma la sicurezza delle rotte energetiche, l’equilibrio tra potenze e la dimensione simbolica di una regione che da millenni è il cuore religioso e geopolitico del mondo.

Nel XXI secolo la sicurezza non si misura più soltanto nella potenza militare o nella capacità tecnologica degli Stati. In un sistema internazionale attraversato da conflitti ibridi, competizione strategica e instabilità permanente, la resilienza psicologica delle società emerge come una delle infrastrutture invisibili della stabilità globale. La salute mentale diventa così un fattore strategico capace di incidere sulla coesione sociale, sulla tenuta delle democrazie e sulla capacità di risposta alle crisi. In questo scenario si inserisce MAcurati, un progetto che unisce tecnologia e professionalità clinica per ridurre le barriere di accesso al benessere mentale e rafforzare quella dimensione umana che rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza collettiva.

Mediterraneo orientale: dove si incrociano rotte energetiche globali, tensioni regionali e interessi strategici delle grandi potenze, anche un contatto diretto tra leader può assumere un significato che va ben oltre la dimensione diplomatica.

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta progressivamente ridefinendo la geografia strategica dello spazio euro-mediterraneo. Ciò che inizialmente appariva come un confronto regionale sta rivelando una dimensione operativa molto più ampia, nella quale la rete di basi militari occidentali distribuite tra Mediterraneo ed Europa assume un ruolo determinante per la proiezione di potenza dell’Alleanza Atlantica.

Il Ministro della Difesa italiano, Crosetto, era rimasto bloccato dalle contingenze del momento, in funzione del blocco dei cieli nel Vicino Oriente a causa delle operazioni militari su Iran, ma anche Qatar, Arabia Saudita, Kuwait e Dubai, appunto. Sono circa 60.000 gli italiani bloccati a terra, anche il Questore di Roma.

La morte della guida spirituale iraniana è confermata da fonti governative di Teheran, uccisione effettuata dagli strike israeliani grazie al coordinamento della CIA e della massiccia presenza USA in area, ma ora?

Ondata di attacchi simultanei, da terra e da mare, contro l’Iran da parte di Isralele e USA, Teheran risponde al fuoco ma molti suoi target sono stati colpiti, forse anche il suo leader

Fonti riportano che pochi minuti fa l’Iran è stato oggetto di un attacco aereo. Si muove Israele.

Una squadra del Reggimento carabinieri Lazio è rimasta coinvolta in un incidente stradale, dieci i militari coinvolti.

Decreto viene presentato come una risposta forte alle esigenze delle Forze dell’Ordine. Il MOSAC non mette in discussione gli intenti dichiarati, né il bisogno reale di maggiore sicurezza; ma proprio perché il tema è serio, ritiene doveroso andare oltre gli slogan e verificare se le norme siano davvero in grado di reggere l’urto della realtà.

Una “bravata” che potrebbe (giustamente) costare cara a due agenti della Polizia Locale.

Corte Militare di Appello assolve un appuntato dei carabinieri condannato in primo grado, l’intervento dell’avvocato Christian Petrina

Si accende la disfida tra difesa e parte civile, il tema è l’autopsia effettuata su Mansouri, l’uomo ucciso a Rogoredo durante una operazione di controllo del territorio da parte della Polizia di Stato.

È sconfortante il procedere per atto dovuto verso i quattro operatori intervenuti a Rogoredo.

Il MOSAC coglie un aspetto che è sfuggito alla Politica con “P” maiuscola: la cooperazione con la società civile.

A Rogoredo nuova sparatoria, dopo l’episodio – finito nel tritacarne mediatico e della giustizia – dove un agente ha aperto il fuoco su uno spacciatore armato di Pistoia a salve, ieri è stata la volta di un uomo violento (ha rapinato una guardia giurata) colpito da una unità UOPI della Polizia di Stato, sopraggiunta.

…che se inizio io devo pagare tutte le spese… il ritornello di una canzone che gira oggi sui social e che descrive la pura realtà, prescindendo da decreti o pacchetti sicurezza in questa Italia “strana” dove tutto va al contrario (e Vannacci non c’entra).

Registrato lo sdegno proveniente da più parti, quali reazioni al corteo senza senso alcuno di Askatasuna, a Torino.

Un poliziotto del reparto mobile di Padova è stato aggredito a Torino, ai margini “di una manifestazione” degli antagonisti.

…e si continuerà nel senso, intanto il Salvino Paterno, Ufficiale dei Carabinieri, ora in congedo, riesamina i punti in cui una proposta di legge sul superamento dell’atto dovuto, appare sostanzialmente carente.

Il Comandante Generale dell’Arma torna a relazionarsi con i suoi colleghi, il tema è la fiducia, e il Generale Luongo la sta dando al suo personale, ma la sta anche ampiamente meritando dai suoi commilitoni.

Il SIM dice NO alla prosecuzione della Riforma paventata, necessario un cambio di passo.

A minacciare i due carabinieri, durante un sopralluogo in Cisgiordania, non è stato un colono…specchio riflesso della tesnione lì presente.