Askatasuna il giorno dopo, le reazioni…

Registrato lo sdegno proveniente da più parti, quali reazioni al corteo senza senso alcuno di Askatasuna, a Torino, nonché all’aggressione verso un poliziotto del Reparto Mobile di Padova.

Dalla politica ai sindacati, le reazioni ai tafferugli

Dando uno sguardo alle reazioni che si leggono online, tratte da comunicati stampa e da interviste rilasciate da esponenti politici e gruppi sindacali.

Piantedosi, Ministro dell’interno

Matteo Piantedosi reazioni torino
Matteo Piantedosi
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Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri

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Matteo Salvini, Ministro e Vice Premier

Reazioni lega
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Matteo Renzi, leader politico

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Dichiarazioni giungono, come anticipato, da più parti, anche con interventi diretti alla stampa, senza passare attraverso reel o canali social.

«Immagini inqualificabili. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità», evidenzia il leader M5S Giuseppe Conte. Mentre la segretaria dem Elly Schlein parla di «violenza inaccettabile» e «aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto» ad agenti e cronisti. «Auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto», conclude Schlein. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs) condannano «la violenza scatenata da una frangia di manifestanti che non ha nulla a che vedere con le ragioni che hanno animato la stragrande maggioranza dei manifestanti».

La parola ai Sindacati

SIM Carabinieri

ll SIM Carabinieri esprime la più totale e sentita solidarietà ai colleghi della Polizia di Stato e dell’Arma rimasti feriti durante i violenti scontri avvenuti a Torino a seguito dello sgombero del centro sociale Askatasuna. Il bilancio provvisorio di 11 colleghi feriti, che si sommano ai 10 dei giorni precedenti, non è solo un numero: è il simbolo di una deriva inaccettabile dove le Forze dell’Ordine diventano il bersaglio mobile di professionisti del disordine. Bombe carta, pietre, bastoni e barricate in fiamme non sono “dissenso”, ma atti deliberati di violenza criminale. Non è più tollerabile che il personale impiegato in servizi di ordine pubblico debba operare in condizioni di costante vulnerabilità, rischiando la propria incolumità fisica a causa di frange estremiste che agiscono con sconcertante senso di impunità. “I nostri colleghi non sono carne da macello. Difendono la legalità e le istituzioni, ma non possono essere lasciati soli a fronteggiare l’odio ideologico senza uno scudo normativo adeguato,” sottolineano dal SIM Carabinieri. Alla luce di quanto accaduto a Torino, il SIM Carabinieri chiede con forza al Governo e alle istituzioni competenti: l’introduzione di norme che garantiscano una reale tutela legale e funzionale per chi opera nell’ordine pubblico e la certezza della pena per chi aggredisce le Forze dell’Ordine e per chi partecipa a manifestazioni armato di oggetti contundenti o travisato. Il SIM Carabinieri monitorerà con attenzione l’evolversi della situazione clinica dei feriti, ai quali va il nostro augurio di pronta guarigione, e continuerà a battersi in ogni sede affinché la sicurezza di chi garantisce la sicurezza non sia più considerata un optional.

USMIA Carabinieri

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SAP Polizia di Stato

Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP
Stefano Paoloni, Segretario Generale del SAP

“Una carneficina annunciata, mai più cortei del genere. Si vietino queste manifestazioni prima che succeda qualcosa di irreparabile!”.

È l’appello lanciato dal Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, a seguito delle scene di guerriglia avvenute oggi a Torino durante il corteo a sostegno del centro sociale Askatasuna. Tra le varie scene di violenza e devastazione, alcuni antagonisti hanno accerchiato e picchiato un poliziotto, rimasto senza casco dopo essere caduto a terra. “I violenti non meritano di manifestare”, ha aggiunto Paoloni, esprimendo la massima solidarietà a tutti i colleghi che oggi sono stati impegnati nel capoluogo piemontese.

FSP Polizia di Stato

“Un assalto premeditato, organizzato da giorni e strutturato per attaccare lo Stato, per fare più danni possibile mettendo a rischio l’incolumità pubblica, per fare più male possibile agli agenti in servizio di ordine pubblico. Ecco cosa è accaduto a Torino, dove un collega, al quale ci stringiamo esprimendo tutta la nostra solidarietà, stava per essere ammazzato e almeno 50 sono rimasti feriti, ma il conto continua a salire di ora in ora. Altro che difesa di un centro sociale dove si fa ‘arte e cultura’, solo sciocchezze che offendono l’intelligenza altrui! Quelli scesi in strada a devastare tutto non sono manifestanti e non hanno alcun principio o ideale, sono solo e unicamente dei delinquenti, terroristi che vogliono minare l’ordine democratico imponendosi con la forza e la violenza, e minare la sicurezza pubblica agendo al di fuori di ogni regola civile e calpestando la legge. E mentre i poliziotti sono ancora lì a svolgere il loro dovere, mandati a fronteggiare una guerriglia più che annunciata, vogliamo ribadire che siamo stanchi, arrabbiati e stufi di tutta questa delirante violenza, che ancora qualcuno si ostina follemente a giustificare tra le righe, e attendiamo che questi criminali finiscano in carcere, per davvero, a scontare la loro ferocia. Con tutta la determinazione di cui siamo capaci ribadiamo che chiunque oserà manifestare un qualsiasi atteggiamento che ‘comprenda’, giustifichi, spieghi o addirittura legittimi questo scempio confermerà di essere mosso dalla stessa identica insofferenza e odio verso la Polizia, verso lo Stato e verso la democrazia e la libertà che abbiamo visto nelle strade di Torino stasera, soprattutto in quella mano che impugnava un martello con cui veniva colpito il nostro eroico collega”.

Così Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, dopo i gravissimi attacchi di oggi portati avanti da partecipanti al corteo organizzato per Askatasuna a Torino, a un mese circa di distanza dallo sgombero dello stabile occupato dal Centro sociale.

SIAF Guardia di Finanza

Il Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri esprime la più ferma condanna verso i professionisti della violenza che hanno messo a ferro e fuoco la città di Torino, e manifesta piena solidarietà ai numerosi colleghi delle Forze di Polizia che hanno subito attacchi inauditi, vedendo la propria vita messa a repentaglio da veri e propri delinquenti.Quanto accaduto rappresenta l’ennesima guerriglia urbana senza precedenti: attacchi volontari, diretti e violenti, con il chiaro intento di ferire gravemente gli operatori di Polizia e distruggere mezzi e beni pubblici e privati. Episodi inaccettabili che trasformano la legittima protesta in violenza cieca contro chi è al servizio dello Stato.

Vedere soggetti colpire ripetutamente e senza scrupoli un poliziotto inerme scaraventato a terra, utilizzando martelli e spranghe in parti vitali del corpo, rappresenta un chiaro segnale di disprezzo verso la vita umana e la piena volontà di colpire lo Stato stesso.“Cittadini e Forze dell’ordine attendono di vedere quali misure giudiziarie verranno assunte nei confronti dei responsabili e se gli stessi verranno assicurati alla giustizia per scontare in carcere una pena detentiva severa, rapportata alla gravità dei fatti commessi”, dichiara Eliseo Taverna, Segretario Generale Nazionale del SIAF.

Il SIAF richiama l’urgente attenzione del Governo e del Parlamento affinché non sottovalutino tali accadimenti e intervengano con urgenza per emanare il decreto sicurezza da tempo preannunciato, rafforzando le norme, dotando gli agenti di strumenti adeguati e garantendo la certezza della pena.“Nessuno si schieri con i manifestanti violenti. Non verranno più tollerati concetti nostalgici che tendano a giustificare azioni spregevoli messe in atto da squadristi nei confronti dei colleghi”, prosegue Taverna.

“Il SIAF ribadisce con determinazione che finanzieri, poliziotti e carabinieri non sono il nemico: difendere la legalità, l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini è un dovere e un onore che va sempre tutelato.”