
Israele reintroduce la pena di morte: un punto di svolta che scuote diritto, conflitto e geopolitica globale
Il trentuno marzo 2026, la Knesset israeliana ha approvato la legge che reintroduce la pena di morte per chi commette atti di terrorismo, con esecuzioni entro novanta giorni e procedure accelerate. La norma colpisce quasi esclusivamente i Palestinesi nei territori occupati e ha già scatenato mobilitazioni popolari, condanne diplomatiche e interrogativi epocali sul diritto internazionale e sulla sicurezza regionale. La legge non è solo un cambiamento giuridico interno, ma un evento destinato a ridefinire il conflitto israelo-palestinese, a incrinare profondamente il diritto internazionale umanitario, a rimodellare equilibri geopolitici nel Medio Oriente, a influenzare strategie militari e di intelligence e a modificare rapporti diplomatici globali.