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La guerra delle menti: perché la resilienza psicologica è diventata la nuova frontiera della sicurezza globale

Nel XXI secolo la sicurezza non si misura più soltanto nella potenza militare o nella capacità tecnologica degli Stati. In un sistema internazionale attraversato da conflitti ibridi, competizione strategica e instabilità permanente, la resilienza psicologica delle società emerge come una delle infrastrutture invisibili della stabilità globale. La salute mentale diventa così un fattore strategico capace di incidere sulla coesione sociale, sulla tenuta delle democrazie e sulla capacità di risposta alle crisi. In questo scenario si inserisce MAcurati, un progetto che unisce tecnologia e professionalità clinica per ridurre le barriere di accesso al benessere mentale e rafforzare quella dimensione umana che rappresenta oggi una componente essenziale della sicurezza collettiva.

Guerra con l’Iran e architettura militare euro-atlantica: la profondità strategica delle basi NATO

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta progressivamente ridefinendo la geografia strategica dello spazio euro-mediterraneo. Ciò che inizialmente appariva come un confronto regionale sta rivelando una dimensione operativa molto più ampia, nella quale la rete di basi militari occidentali distribuite tra Mediterraneo ed Europa assume un ruolo determinante per la proiezione di potenza dell’Alleanza Atlantica.

Crosetto sta rientrando da Dubai

Il Ministro della Difesa italiano, Crosetto, era rimasto bloccato dalle contingenze del momento, in funzione del blocco dei cieli nel Vicino Oriente a causa delle operazioni militari su Iran, ma anche Qatar, Arabia Saudita, Kuwait e Dubai, appunto. Sono circa 60.000 gli italiani bloccati a terra, anche il Questore di Roma.

Uccisione confermata, i problemi rimangono…anzi

La morte della guida spirituale iraniana è confermata da fonti governative di Teheran, uccisione effettuata dagli strike israeliani grazie al coordinamento della CIA e della massiccia presenza USA in area, ma ora?

I media israliani: ucciso Khamenei

Ondata di attacchi simultanei, da terra e da mare, contro l’Iran da parte di Isralele e USA, Teheran risponde al fuoco ma molti suoi target sono stati colpiti, forse anche il suo leader

Iran, un nuovo fronte di instabilità

Gli indicatori e vari commentatori, cui si aggiungono notizie trapelate o volutamente divulgate, vogliono per imminente un attacco all’Iran.

Situazione esplosiva negli USA: ICE spara ancora, ucciso un uomo

La rabbia di Walz: “Ne abbiamo abbastanza dell’Ice” “Ho appena parlato con la Casa Bianca dopo l’ennesima sparatoria raccapricciante compiuta da agenti federali questa mattina. Il Minnesota ne ha abbastanza”, ha scritto su X il governatore del Minnesota, Mike Walz. “Questa situazione è ripugnante. Il Presidente deve porre fine a questa operazione. Ritiri immediatamente le migliaia di agenti violenti e impreparati dal Minnesota. Subito”.

Farnesina, lasciate l’Iran

È in corso nella sala di crisi della Farnesina una riunione del Ministro Antonio Tajani con dirigenti del Ministero, della Difesa, della sicurezza italiana, con l’Ambasciatrice d’Italia a Teheran e con gli Ambasciatori nelle principali capitali interessate alla attuale crisi in Iran. La Farnesina conferma l’indicazione di lasciare l’Iran ai cittadini italiani che possano farlo.

Iran in fiamme, l’analisi del contesto e degli scenari

Negli ultimi giorni, l’Iran è teatro di una delle più intense ondate di proteste dalla rivoluzione del 1979. Le manifestazioni, iniziate alla fine di dicembre 2025 a causa del deterioramento economico e dell’impennata dei prezzi dei beni di prima necessità, si sono rapidamente diffuse in numerose città come Teheran, Mashhad, Isfahan

2026: La Tempesta Strategica Crisi Globali e i giochi dei Poteri Militari

Gennaio 2026. Il mondo non è mai stato così vulnerabile a un domino di crisi che si intrecciano senza confini, segnando l’inizio di una nuova era geopolitica in cui ogni mossa strategica è osservata e controbilanciata da potenze globali e regionali. Caracas, La Paz, L’Avana e Teheran emergono come epicentri di trasformazioni la cui portata travalica i confini nazionali e ridisegna gli equilibri di forza e influenza nel sistema internazionale.

Maduro a Manhattan: quando giustizia e geopolitica si intrecciano

L’arresto dell’ex presidente venezuelano e di Cilia Flores negli Stati Uniti segna un precedente unico: processo penale, azione militare e strategia geopolitica sotto la presidenza di Donald Trump si fondono in un caso senza paragoni nella storia contemporanea.

Trump, in onda il suo celodurismo

Trump in conferenza stampa dice che gli USA non vogliano essere coinvolti ma assicurano una transizione politica del Venezuela

Trump riesce dove ha fallito Putin?

Trump attacca il Venezuela, prima inasprire embargo, poi cinge d’assedio quel paese, dispiegando una buona quota parte della Marina USA, poi bombarda e ora esfiltra Maduro?

Nel buio del presente: Guinea-Bissau e Sudan oltre il tempo

Il tempo non ci scorre accanto: ci attraversa. E la notte africana di queste ore, tra il colpo di stato in Guinea-Bissau e il collasso umano e militare del Sudan, lo dimostra con brutalità. Due crisi diverse, un’unica radice: la fragilità dello Stato e la militarizzazione del potere. Analizzando gli eventi, dal punto di vista operativo siamo di fronte alla verità che preferiremmo ignorare: non è il tempo a passare. Siamo noi che scegliamo di fermarci mentre altri vengono travolti.

Bolsonaro in carcere

Mentre le acque del Sud America vedono una massiccia presenza militare USA, in Brasile l’ex Presidente Bolsonaro viene portato in carcere.

L’Italia continua ad appoggiare l’Ucraina

I rumors che vogliono una politica italiana oramai contraria al proseguo del conflitto vengono smentiti, o comunque grandemente ridimensionati. L’Italia continua, come usuale, oramai da inizio aggressione, a essere contraria a una risoluzione delle controversie attraverso la guerra ma, a maggior ragione nel caso dell’Ucraina, riconosce i ruoli di paese aggredito e aggressore e, di conseguenza, in linea con quanto deciso dagli alleati UE e NATO, prosegue ad appoggiare Kiev.

Ucraina: il fronte invisibile della guerra totale

Non sono solo i missili russi a determinare il destino dell’Ucraina. È il silenzio dei corridoi, le firme truccate, i contratti gonfiati, le centrali nucleari vulnerabili. Lo scandalo Energoatom, cento milioni di dollari evaporati tra tangenti e appalti, non è un caso di cronaca: è il termometro della resilienza di uno Stato sotto doppio assedio. A Varsavia, Rebuild Ukraine 2025 celebra la ricostruzione e promette miliardi di investimenti, ma Bruxelles e Washington osservano con prudenza militare: la credibilità internazionale di Kiev, la coesione europea e la solidità della NATO si misurano oggi nella capacità del Paese di trasformare corruzione e vuoto interno in disciplina e forza reale.

Gaza 2025: Il Laboratorio Strategico Militare di Stabilizzazione Urbana Americana

L’ISF rappresenta un modello avanzato di stabilizzazione urbana, integrando comandi multinazionali, capacità ISR e unità modulari sul terreno. Gli Stati Uniti assumono il ruolo di garante della sicurezza regionale, ridimensionando l’Autorità Palestinese e bypassando la soluzione dei due Stati, offrendo un laboratorio globale per la gestione di territori urbani ad alto rischio geopolitico.