
Esercito, tiratori scelti in addestramento
L’esercitazione “Nimbus 2026” ha visto impegnati dodici team di diverse unità
dell’esercito Italiano.

L’esercitazione “Nimbus 2026” ha visto impegnati dodici team di diverse unità
dell’esercito Italiano.

UNARMA continua a sollevare perplessità sulla modifica allo scomparto territoriale dei Carabinieri.

Banco di prova per le nuove figure specialistiche formate alla scuola tiro mortai

Rubio a Roma, sullo sfondo problemi internazionali di varia natura, le dichiarazioni del Capo della Casa Bianca non hanno favorito il suo viaggio diplomatico.

…non mandare in fumo il verde è responsabilità condivisa.

Taranto deve rimanere il polo acciaierie principale d’Europa. Le parole del Ministro.

165 anni per l’Italia, con gli italiani, così l’esercito Italiano…

Cambio della guardia in forma solenne al Quirinale, per l’avvio delle celebrazioni del 165esimo anniversario costituzione EI

Il Governo ha deciso di mettere in pausa la riforma che mirava a creare un corpo di polizia unico o più integrato nel Cantone Ticino.

Attivata l’unità di crisi regionale in Toscana per l’incendio sul Monte Faeta, tra Lucchese e Pisano.
La superficie stimata interessata dall’incendio sul Monte Faeta è di circa 800 ettari. Il forte vento di grecale ha alimentato il fronte delle fiamme.

Nominato il nuovo Vice Comandante Generale dell’Arma dei CC

Conclusa l’esercitazione per Posti Comando denominata “Pegaso 2026”, tenutasi presso il Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE) di Civitavecchia, in favore di cento Ufficiali delle Armi Varie e dell’Arma Trasporti e Materiali, che hanno appena terminato il Corso di Stato Maggiore presso la Scuola Ufficiali dell’Esercito di Torino e che attualmente stanno frequentando la prima edizione del Corso di Pianificazione e Condotta delle Operazioni Tattiche.

Guardia solenne a cavallo dei Lancieri di Montebello in Piazza del Quirinale in occasione del 165° anniversario di costituzione dell’Esercito Italiano.

Online è possibile apprendere il punto di vista di UNARMA Marche, circa la riorganizzazione territoriale della Benemerita.

I proventi della manifestazione sportiva organizzata dall’80º reggimento “Roma”
saranno devoluti a favore dell’Associazione Italiana Persone Down di Viterbo

La telefonata del 29 aprile 2026 tra Donald Trump e Vladimir Putin segna un punto di consolidamento nella trasformazione dell’ordine internazionale post-1991. Non si tratta di un evento diplomatico isolato, ma dell’espressione visibile di un sistema entrato in una fase di competizione permanente tra grandi potenze. Ucraina e Medio Oriente non costituiscono più teatri separati, ma nodi interdipendenti di una stessa architettura strategica globale. In questo contesto, la distinzione tra guerra e pace perde autonomia analitica: la diplomazia diventa lo strumento attraverso cui il conflitto viene amministrato nel tempo, mentre l’instabilità assume carattere sistemico.

Al 27 aprile 2026 la situazione operativa nello Stretto di Hormuz rimane caratterizzata da una significativa riduzione del traffico marittimo in un contesto di restrizioni reciproche tra Stati Uniti e Iran, inserito all’interno di un cessate-il-fuoco condizionato e ancora fragile che è entrato in vigore l’8 aprile con mediazione pakistana ed è stato successivamente esteso più volte.

Pistoia, 24 aprile 2026- Il 183° reggimento Paracadutisti “Nembo” ha celebrato l’81° anniversario dei fatti d’arme di “Case Grizzano” (19 aprile 1945). 183esimo, festa di Corpo per il glorioso Reparto Nella giornata di venerdì 24 aprile, alla presenza delle massime

Missili, petrolio, alleanze che si incrinano, civili che scompaiono. A un anno dalla morte di Papa Francesco, mentre il sistema internazionale entra in una fase di competizione permanente ad alta intensità tra potenze e blocchi, la Festa della Liberazione torna a essere non memoria ma soglia politica. Tra deterrenza, collasso del diritto e ritorno della guerra industriale.

Nel sud del Libano, lungo la Blue Line, la missione UNIFIL rappresenta da quasi cinquant’anni il tentativo della comunità internazionale di contenere un conflitto che non si lascia contenere. Tra diritto internazionale, guerra asimmetrica e accuse incrociate tra Israele e Hezbollah, la forza di interposizione delle Nazioni Unite si muove in uno spazio in cui la pace non è mai stabilità, ma sospensione della violenza.

Hormuz non è più una crisi regionale. È una struttura di prova del sistema globale. E il sistema, mentre cerca di capirsi, continua ad avanzare…

Dalla progressiva compressione operativa di UNIFIL nel sud del Libano alle operazioni dell’IDF lungo la Blue Line, fino all’iniziativa multilaterale di Parigi sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, il Medio Oriente si configura come un sistema di crisi interconnesse. In un contesto di guerra ibrida, erosione del diritto internazionale operativo e fragilità del sistema di deterrenza multilaterale, si ridefiniscono gli equilibri globali della sicurezza.

La fase attuale del sistema internazionale è caratterizzata da una transizione accelerata verso un ordine multipolare instabile, in cui crisi regionali, competizione tra grandi potenze e vulnerabilità energetiche convergono in un unico spazio strategico integrato. La sicurezza si configura sempre più come un continuum che attraversa politica estera, economia, tecnologia, difesa e infrastrutture critiche. In questo contesto, la deterrenza evolve da modello prevalentemente militare a configurazione sistemica e multidominio, includendo resilienza economica, stabilità energetica, capacità industriale e controllo della dimensione informativa e narrativa.